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Risparmio Energetico

Qual è la temperatura ideale della caldaia per il risparmio? Errore comune che spreca energia inutilmente

📅 13 Agosto 2026✍️ di Edoardo Marzani⏱️ 6 min di lettura

Torni a casa, apri il gas, senti i termosifoni tiepidi e pensi: alzo la temperatura della caldaia così scaldo prima. È l’istinto più comune, ed è anche il modo più veloce per sprecare soldi. In vent’anni passati nei locali caldaia di mezza Milano, ho visto conti raddoppiati per una manopola girata troppo. Qui ti spiego a quanti gradi impostare davvero, con numeri chiari e una procedura semplice da seguire.

Come impostare la mandata del riscaldamento

La “mandata” è la temperatura dell’acqua che esce dalla caldaia verso i radiatori o il pavimento radiante. È qui che ti giochi il risparmio.

– Se hai una Caldaia a condensazione con radiatori: in mezza stagione parti da 50–55 °C. Nei giorni più freddi sali a 60 °C. L’obiettivo è tenere il ritorno sotto circa 55 °C per far condensare i fumi e recuperare calore. Più la mandata è bassa, più la caldaia lavora nel suo “dolce”.

– Se hai riscaldamento a pavimento: resta tra 30 e 40 °C. È un impianto a bassa temperatura; alzare oltre crea solo consumi e discomfort.

– Se hai una caldaia tradizionale (non a condensazione): in pieno inverno 65–70 °C è spesso necessario per avere resa sui radiatori datati. Ma non tenerla così per tutta la stagione: in mezza stagione scendi a 55–60 °C. Ricorda che su queste macchine temperature basse non portano i bonus della condensazione e possono creare condensa acida nello scambiatore se la canna fumaria non è idonea.

Regola d’oro: temperatura più bassa possibile che ti permetta di arrivare al setpoint in casa senza continui accendi/spegni. Se senti la caldaia “saltellare” ogni pochi minuti, la mandata è troppo alta o l’impianto è strozzato.

Acqua calda sanitaria: comfort senza rischi

Qui entrano in gioco comfort, calcare e sicurezza sanitaria.

– Caldaia istantanea (senza accumulo): imposta 45–48 °C. È abbastanza per docce confortevoli, evita scottature e limita il calcare. Se la doccia “respira” caldo/freddo, alza di un paio di gradi o riduci la portata del miscelatore.

– Bollitore/accumulo: tieni l’accumulo a 60 °C e usa una valvola miscelatrice termostatica per erogare a 45–48 °C. Così riduci il rischio microbiologico (la legionella prolifera sotto i 50 °C) e proteggi la pelle. In alternativa, programma un ciclo di disinfezione termica settimanale a 60–65 °C per un’ora.

Valori più alti non danno comfort migliore: aumentano solo calcare ed energia spesa per riscaldare e poi raffreddare con il miscelatore.

L’errore che ti costa caro

L’errore più diffuso? Tenere la mandata a 70–75 °C tutto l’inverno e “regolare” il caldo chiudendo a metà le valvole dei termosifoni. Così fai il pieno di sprechi: radiatori roventi vicino alla caldaia, freddi in fondo, ciclo corto continuo e bolletta che sale.

Secondo posto sul podio: spegnere del tutto la caldaia di notte e riaccenderla al mattino a palla. Consumi un picco per colmare il freddo accumulato e stressi la macchina. Meglio un abbassamento notturno a 16–17 °C e ripartenza morbida.

Terzo errore: impostare una curva climatica troppo ripida con la sonda esterna. Se la curva è alta, la caldaia spara temperature inutilmente elevate non appena l’esterno scende di poco. Serve tararla sulla tua casa, non su tabelle generiche.

I criteri di scelta, uno per uno

– Isolamento della casa: muri e serramenti buoni ti permettono mandata più bassa. In case disperdenti devi salire, ma con criterio e solo nei picchi.

– Tipo di terminale: pavimento radiante richiede 30–40 °C; ventilconvettori spesso lavorano bene a 40–50 °C; radiatori classici 50–60 °C (fino a 65–70 °C se vecchi o sottodimensionati).

– Caldaia modulante: più modula (ampio range di potenza minima), più puoi tenere bassa la mandata senza spegnimenti continui.

– Sensori e controlli: sonda esterna e climatica aiutano, se ben tarate. Termostatiche sempre quasi tutte aperte e temperatura regolata a monte: è la caldaia che deve adeguarsi, non le valvole a strozzare.

– Norme e setpoint: il D.P.R. 74/2013 indica come riferimento 20 °C negli ambienti (con tolleranza). Tenere 19–20 °C stabili è la via più efficiente.

Taratura pratica: procedura in 7 giorni

Ti propongo il metodo che uso nei condomini quando devo “domare” consumi e lamentele.

Giorno 1-2: imposta la mandata a 55 °C (radiatori, caldaia a condensazione). Termostato a 19,5–20 °C. Apri completamente tutte le valvole dei radiatori, lascia semichiusi solo quelli in stanze secondarie.

Giorno 3: se non raggiungi 19–20 °C nelle ore più fredde, alza la mandata di 3–5 °C. Se li superi in fretta e la caldaia spegne/accende spesso, abbassala di 3–5 °C.

Giorno 4: spurgatura radiatori. Con impianto tiepido, apri lo sfiato finché esce acqua senza aria. Ripristina la pressione a 1,0–1,5 bar (a freddo).

Giorno 5: bilanciamento essenziale. I caloriferi più vicini alla caldaia scaldano troppo? Chiudi leggermente il detentore (la valvola di ritorno) di un quarto di giro. Lontani freddi? Apri. Piccoli ritocchi, poi attendi.

Giorno 6: se hai sonda esterna, abbassa di uno step la pendenza della curva climatica e osserva: casa stabile? Bene. Hai freddo? Riporta mezzo step su.

Giorno 7: imposta l’abbassamento notturno a 16–17 °C, non spegnere. La mattina, la ripresa sarà più dolce e parca.

Per l’acqua sanitaria: 47–48 °C su istantanea; su accumulo 60 °C con valvola miscelatrice. Verifica dopo una doccia lunga: se la temperatura fluttua molto, riduci la portata o alza di 1–2 °C.

Se fossi al posto tuo… la mia presa di posizione

Se fossi al posto tuo e avessi una caldaia a condensazione con radiatori, terrei la mandata tra 50 e 55 °C per l’80% della stagione, salendo a 58–60 °C solo nei picchi di freddo. Metterei una sonda esterna, curva morbida, e lascerei lavorare la modulazione. Per l’acqua sanitaria, 47–48 °C netti.

Se avessi un accumulo, lo terrei a 60 °C con valvola miscelatrice impostata a 46–47 °C. Notte in setback, mai off. E investirei prima in tenuta degli infissi e bilanciamento, poi in domotica: ogni euro qui rende più di qualsiasi manopola girata a caso.

E se hai una caldaia tradizionale anziana, il mio consiglio è doppio: mandata 60–65 °C ottimizzata con termostato preciso e, appena possibile, sostituzione con una condensazione ben dimensionata. Il risparmio reale arriva da lì.

Errori comuni da evitare

  • Chiudere metà dei radiatori per “spingere” il calore altrove.
  • Tenere 70–75 °C fissi tutto l’inverno senza necessità.
  • Spegnere completamente di notte o in assenza breve.
  • Ignorare spurghi e pressione impianto: aria e bassa pressione abbattono la resa.
  • Curva climatica alta e non testata sulla tua casa.

Domande rapide, risposte secche

– Pavimento radiante freddo: posso alzare a 50 °C? No: rischi dilatazioni e discomfort. Lavora su portate e orari, non sulla temperatura estrema.

– Termostato a 21–22 °C per “stare meglio”? La bolletta se ne accorge. Resta su 19–20 °C stabili e aumenta l’umidità relativa al 40–50%: percepirai più calore.

– Radiatori tiepidi ma casa calda: è giusto così. La condensazione rende al meglio con superfici appena tiepide ma costanti.

Checklist operativa finale

  • Imposta mandata a 50–55 °C (radiatori, condensazione) e regola a step di 3–5 °C secondo risposta casa.
  • Per pavimento radiante: 30–40 °C, mai oltre.
  • Acqua sanitaria: 47–48 °C su istantanea; su accumulo 60 °C con valvola miscelatrice.
  • Setback notturno a 16–17 °C, niente on/off drastici.
  • Spurgo radiatori e pressione 1,0–1,5 bar; micro-bilanciamento dei detentori.
  • Termostatiche quasi tutte aperte; regola a monte con caldaia e climatica.
  • Controlla ogni 2–3 giorni: se la caldaia cicla spesso, abbassa mandata; se non raggiungi setpoint, alzala leggermente.
  • Programma manutenzione annuale e pulizia scambiatore; valuta sonda esterna.

Con questi passaggi smetti di “giocare a caso” con le manopole e cominci a far lavorare l’impianto come deve: continuo, efficiente, silenzioso. È così che, in tanti condomini, ho tagliato i consumi senza che nessuno rinunciasse al comfort.

Edoardo Marzani

Edoardo ha trascorso oltre vent’anni occupandosi di manutenzione per condomini a Milano. Ha affrontato guasti di ogni tipo, dai tubi rotti alle caldaie ferme il sabato sera, e conosce tutti i trucchi per interventi rapidi ed efficaci. Condivide soluzioni pratiche e storie vissute di pronto intervento idraulico.