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Come sfiatare correttamente i caloriferi? L’errore comune che riduce il calore

📅 30 Agosto 2026✍️ di Silvia Pastori⏱️ 6 min di lettura

Aria nei radiatori significa termosifoni tiepidi in alto e bollette che lievitano. Con pochi minuti e gli strumenti giusti, lo sfiato ripristina il calore pieno e uniforma la temperatura stanza per stanza. Vivo in una casa di campagna vicino Modena e, da autodidatta, ho imparato che un piccolo rubinetto può fare la differenza tra comfort e spreco.

Come si fa, in pratica, a sfiatare un calorifero senza errori?

Si spegne la caldaia o si mette in modalità estate, si attende che i termosifoni si raffreddino e si chiudono le teste termostatiche. Con una chiavetta di sfiato si apre lentamente la valvolina finché esce solo un filo d’acqua costante, poi si richiude e si ripristina la pressione della caldaia a 1-1,5 bar. Si procede radiatore per radiatore, partendo da quelli al piano più basso e salendo.

Il motivo è semplice: con pompa e circolazione fermi, l’aria si stabilizza e viene espulsa più facilmente. Preparare un panno e una bacinella evita macchie su muri e pavimenti. Dopo lo sfiato, un rapido controllo della pressione in caldaia è fondamentale per garantire il corretto funzionamento dell’Impianto di riscaldamento.

  • Spegnere caldaia/circolatore e attendere radiatori freddi.
  • Chiudere le teste termostatiche (o la valvola di mandata del radiatore).
  • Aprire la valvolina di sfiato a un quarto di giro, con panno e vaschetta pronti.
  • Chiudere quando l’aria smette e scorre solo acqua continua.
  • Ripristinare la pressione di esercizio in caldaia (1-1,5 bar) e riaccendere.

Qual è l’errore più comune che fa perdere calore durante lo sfiato?

Aprire le valvole con il riscaldamento in funzione o con teste termostatiche spalancate è l’errore tipico. L’aria non esce bene, la pompa la rimescola nell’impianto e i termosifoni restano tiepidi. Un altro sbaglio è far uscire troppa acqua, facendo crollare la pressione di caldaia sotto i limiti.

La tentazione di “sbrigarsi” è forte, ma è controproducente: con il circolatore attivo il gorgoglio si attenua e la bolla si sposta, non viene evacuata. Inoltre, se si esagera con lo spurgo d’acqua, si rischiano blocchi per bassa pressione e ripartenze difficili. Meglio agire con calma: poco giro di vite, pochi secondi alla volta, controlli frequenti.

Quando conviene sfiatare: prima dell’inverno o a stagione avviata?

Il momento migliore è all’inizio dell’autunno, prima di avviare stabilmente il riscaldamento. Un secondo controllo a fine ottobre/novembre, dopo i primi giorni di funzionamento, elimina eventuali microbolle residue. In stagione, si può intervenire quando si sente gorgogliare o si notano zone fredde in alto.

Gli impianti che sono rimasti spenti mesi accumulano aria per dilatazioni e micro-perdite. Un piccolo rituale annuale, meglio se associato a un check della pressione di caldaia, previene disservizi nei mesi più freddi. In case su più piani, sfiatare seguendo l’ordine dal basso verso l’alto aiuta a spingere l’aria verso i punti di spurgo.

Che attrezzi servono e come preparo casa per evitare disastri?

Bastano una chiavetta universale per valvole di sfiato (o un cacciavite a taglio, secondo il modello), un panno spesso e una bacinella bassa. Avere a portata di mano guanti e carta assorbente evita schizzi su muro e battiscopa. Tenere pronte torcia e straccio rende l’operazione più rapida e pulita.

Prima di iniziare, proteggete il pavimento con un vecchio asciugamano e posizionate la vaschetta sotto la valvolina. Se l’acqua di impianto è scura, non spaventatevi: è normale, contiene ossidi. Alla fine, passate un panno umido sulla parete per togliere eventuali schizzi e verificate che non restino gocce sulla valvola.

Devo chiudere le valvole termostatiche o il detentore prima di sfiatare?

Sì, è consigliato chiudere la testa termostatica del radiatore che state sfiatando. In alternativa, potete chiudere la valvola di mandata, lasciando il detentore in posizione invariata. Così riducete il passaggio d’acqua e favorite l’uscita dell’aria dalla valvolina.

Le teste termostatiche moderne rendono l’operazione più ordinata: posizionatele su zero o sull’icona di chiusura. Evitate di toccare i registri di bilanciamento (detentori) se non siete pratici: sono tarature utili a distribuire correttamente le portate nell’impianto e smuoverli può creare squilibri.

Cosa devo fare dopo lo sfiato per riportare la pressione corretta?

Controllate il manometro della caldaia e riportate la pressione a 1-1,5 bar a impianto freddo usando il rubinetto di carico. Fate salire la pressione lentamente e chiudete non appena raggiungete il valore. Riaccendete caldaia e circolatore e verificatene il funzionamento per 10-15 minuti.

Una pressione troppo bassa impedisce ai piani alti di scaldarsi e stressa la pompa. Se la pressione cala rapidamente nelle ore successive, c’è aria residua o una piccola perdita: ripetete uno sfiato leggero e, se il problema persiste, fate verificare vaso di espansione e valvole di sicurezza. Ricordate che il trattamento dell’acqua, secondo buone pratiche come quelle richiamate dalla Norma UNI 8065, aiuta a limitare corrosione e formazione di gas.

Perché alcuni termosifoni restano freddi in basso anche dopo lo sfiato?

Se il radiatore è freddo in basso, spesso non è aria ma deposito di fanghi e ossidi che ostacola il passaggio. Uno sfiato non basta: serve lavaggio chimico o defangatore sul circuito. In casi lievi, un bilanciamento delle portate migliora la circolazione e scalda anche le zone fredde.

Nelle case datate, tubazioni sporche e curve strette favoriscono accumuli. Un tecnico può misurare le temperature di mandata/ritorno e consigliare un defangatore magnetico o un lavaggio in linea. Se invece è freddo in alto, quasi sempre è aria: lì lo sfiato torna protagonista.

Lo sfiato fa davvero risparmiare in bolletta? Quanto incide?

Sì, perché elimina uno strato isolante d’aria che costringe la caldaia a lavorare più a lungo per la stessa resa. In impianti domestici, il recupero di efficienza può valere diversi punti percentuali, soprattutto se i termosifoni erano molto gorgoglianti. Il comfort aumenta e le stanze raggiungono prima la temperatura impostata.

Nel mio caso, in una casa di campagna poco isolata, lo sfiato a inizio stagione evita di alzare i gradi in caldaia per “compensare” radiatori tiepidi. È un gesto gratuito che ottimizza la resa del sistema e si somma ad altre buone pratiche: coibentazione delle tubazioni a vista, programmazione oraria e manutenzione annuale della caldaia.

È sicuro farlo da soli o è meglio chiamare un tecnico?

Sfiatare è un’operazione semplice e sicura se si rispettano tre regole: impianto freddo, movimento delicato della valvolina e ripristino della pressione finale. In presenza di perdite, valvole bloccate o radiatori che restano tiepidi ovunque, è consigliato l’intervento di un professionista. In condominio, coordinatevi con l’amministratore prima di operare sull’impianto centralizzato.

Ricordate che la manutenzione della caldaia resta obbligatoria e tutela sicurezza ed efficienza. Verificate eventuali incentivi o comunicazioni dell’ente regolatore ARERA su consumi e tutela del cliente: mantenere l’impianto in ordine riduce guasti e spese impreviste in pieno inverno.

Domande rapide

Quanto devo aprire la valvolina? Un quarto di giro, massimo mezzo, quel tanto che basta per far uscire l’aria.

Quanto tempo dura lo sfiato per radiatore? Da 10 a 60 secondi di aria, poi un filo d’acqua costante.

In che ordine sfiatare in una casa a due piani? Dal basso verso l’alto, stanza per stanza.

Che pressione imposto dopo? 1-1,5 bar a impianto freddo, salvo diversa indicazione del costruttore.

Serve ripetere lo sfiato? Sì, dopo 1-2 giorni di funzionamento, se senti ancora gorgoglii.

Posso sfiatare con caldaia accesa? Meglio di no: spegni o metti in estate e attendi radiatori freddi.

Esce acqua scura: è normale? Sì, sono ossidi; pulisci e valuta un defangatore se il problema è ricorrente.

Le teste termostatiche vanno chiuse? Sì, aiutano l’aria a uscire più facilmente dalla valvolina di sfiato.

Se la pressione cala dopo ore? Ripeti uno sfiato leggero e ricarica; se persiste, chiama un tecnico per verifiche.

Serve il tecnico in condominio? Sui centralizzati sì: coordina con amministratore e manutentore.

Silvia Pastori

Silvia vive in una piccola casa di campagna vicino Modena; negli anni ha imparato a gestire tutti gli impianti domestici, spesso riparando tubature e rubinetti autonomamente. Condivide i suoi consigli da autodidatta esperta per aiutare chi vive fuori città a risolvere guasti senza aspettare l’idraulico.